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EVENTI CULTURALI |
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In tutti i
sensi INCONTRARTI 2006. Le proposte del Premio Vasto a cura di Daniela Madonna, con testi di Laura Ciampini e Debora De Gregorio Sala Vittoria Colonna, Palazzo d'Avalos, Vasto (CH) |
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| Ogni
nostra cognizione prencipia da sentimenti. (Leonardo da Vinci, Codice Trivulziano, 20 v.) |
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L’affermazione condensata da
Leonardo in un asciutto aforisma racchiude in sé un principio gnoseologico che
ha riguardato e riguarda la riflessione di intere generazioni di scienziati e
filosofi. La conoscenza prende avvio
dai sensi, nobili facoltà che pongono in comunicazione l’individuo con il mondo
che lo circonda. L’organizzazione del reale, la genesi delle idee, l’evolversi
del pensiero e della creatività non possono che seguire lo schiudersi delle
porte della percezione. |
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Daniela Madonna |
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Ettore Altieri dà alle sue opere possibilità espressive sempre nuove e polivalenti, sia a livello stilistico che rappresentativo. Padrone della buona tecnica, raffinata, colta, che nel tempo ha affrontato e si è confrontata con diverse culture trans-nazionali, ha reso la sua scultura propriamente moderna. Importante è la scelta del materiale, il rispetto delle sue qualità; per qualunque espressione e forma o stile, è sempre la pietra che parla, che detta, che ammicca, che suggerisce la migliore soluzione. Nel rispetto di questa, Ettore “libera la scultura” assumendo la consapevolezza dell’onestà e di un destino da dare alla propria opera. La slega da un percorso stabilito, ri-contestualizzandola in ambienti per essa appositamente creati, che fanno da viatico ed espandono ulteriormente la loro simbologia. Così ha inizio la sua “affabulazione”: “I pesci non possono vivere fuori dall’acqua…ma sono così lisci che ognuno dovrebbe poterli toccare!” Ettore trova per caso delle pietre che “già sono pesci”, provvede solo a levigarle e ad aggiungere piccoli elementi qualificanti; le adagia poi su un letto di sabbia alternandole ad ampolle con pesci veri. Lo spettatore è indotto a maturare una nuova forma di accettazione e di educazione all’oggetto e alla sua percezione. Il suo campo d’esperienza non sarà più la storia, ma lo spazio del momento, nella misura in cui esso viene percorso, vissuto, esperito e nutrito. |
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D.D.G. |
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Le sculture di Andrea Ciampini testimoniano una passione viscerale per il legno. Un tronco di ciliegio è servito per rappresentare un Torso mutilato, scavato dalla sofferenza, ma ancora pieno di vita. Più frequentemente l’artista utilizza l’olivo, si lascia guidare dai suggerimenti che questa materia offre nelle sue forme naturali, nei percorsi cromatici che le venature creano. L’artista gioca con il lucido–opaco delle superfici, alternando parti levigate con le scabre creazioni della natura. E’ un confronto, quello tra arte e natura, che raggiunge i suoi massimi risultati nella Sposa del vento. E’ una figura che reclina la chioma folta e si offre, nella sua nudità, alle carezze del vento. I capelli sfiorano il suolo e si legano indissolubilmente alla terra e alla materia. Si può includere in questa linea intimistica e sensuale anche Risvegli: una figura enigmatica che s’immerge di luce e che raccoglie i capelli dopo una lunga notte d’amore. Questo lirismo raccolto si spezza con il Pinocchio della Favola senza tempo, che scatta con un movimento fulmineo e ribelle. La figura corre libera nell’aria e le sue membra si allungano come le ombre nella sera, quando la visione si fa meno netta e la percezione sensoriale si carica di possibilità espressive. |
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L.C. |
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Il gruppo Dainelli-Gotti-Ciampini presenta le immagini di alcune installazioni eseguite nei centri urbani e nelle campagne toscane dal 1996 ad oggi. E’ impressionante la rete di tubi che prende vita attraverso l’aria: si muove, sale dalle torri dei palazzi, si avvinghia ai pilastri dei porticati delle città, fuoriesce dalle finestre e arriva alle strade, scivola attraverso le scalinate e tocca l’acqua delle fonti, crea una selva di tronchi luminosi che dalle panche arriva alle capriate delle chiese. E’ movimento continuo che sfiora sacro e profano, la terra e il cielo. Nelle performance di Land Art si cerca di oltrepassare i confini del visibile. Una piovra allunga i suoi tentacoli sulla terra e indica il mondo sotterraneo minacciato dall’avidità dell’uomo. I misteri del presente e del passato sono interrogati con la Macchina del tempo e con il cerchio collocato sull’acropoli etrusca, ora nascosta dai prati, ma ancora pulsante e viva. Sono installazioni animate dal flusso vitale dall’aria e rese lucenti dal gioco delle luci. Invadono gli spazi, dialogano con l’architettura e coinvolgono gli spettatori in tutti i sensi, perché li invitano ad entrare nel labirinto e a trovare un proprio percorso. |
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L.C. |
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L’immagine-corpo è quella che
ancor oggi conserva una forte valenza simbolica, che serve ad “esprimere
l’inesprimibile”, che più di tutte catalizza l’attenzione…e più di tutte
preoccupa. Paolo Dongu la usa costantemente come soggetto, ben
conscio della distinzione tra il Corpo e l’idea del Corpo e, attraverso la
sua sapiente pittura, avvia la “riscrittura” di un “nuovo umanesimo”,
ovviamente come metadiscorso. La rappresentazione pittorica torna ad
esprimere tramite i simboli una situazione che richiama l’attenzione sulla
precarietà e difficoltà di descrivere l’uomo contemporaneo, di dargli
propriamente “Senso.” |
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D.D.G. |
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Claudio Gaspari afferma
che “nella scultura c’è un lato di testarda passione”, di abnegazione
all’idea e alla materia, apparentemente così lontane e inconciliabili, come
un’esplorazione senza garanzia alcuna. Venirne meno, sarebbe tradire una
possibilità d’esistenza, la stessa che si restituisce all’opera finita…ma
mai ancora conclusa. |
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D.D.G. |
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I lavori di Roberto Micolucci
sono piccole note di lirismo cristallino. Componimenti precisi, che
raccontano delle storie millenarie, che parlano del rapporto d’amore tra
l’uomo e la natura. |
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D.D.G. |
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Con le opere degli ultimi anni Emiliano Moretti prosegue la ricerca di una simbiosi tra astrazione, forme organiche e spinta lirica. Lo scultore esplora un mondo onirico che si materializza nel marmo bianco di Carrara. La pietra così pura e fredda dà vita a un bestiario fantastico percorso da un’intensa energia vitale. Le molteplici zampe di questi esseri si dispiegano a raggiera e sembrano irrigidirsi come se volessero conficcarsi saldamente al suolo. Le membra superiori sono invece dinamiche. L’Animale fantastico scolpito durante il simposio di Montecatini Val di Cecina nel 2004 si protende in avanti, la schiena si incurva e mostra i suoi grandi aculei, raggiunge un particolare equilibrio di forze compresse. Nell’opera Morfologie vitali II la figura sembra muoversi a fatica ma la coda si attorciglia in modo morbido e sinuoso, descrivendo una spirale. Ed è proprio con Morfologie vitali I che il simbolo universale della spirale raggiunge una sua più netta definizione. Questa forma costruisce il corpo dell’animale, parte dalle coda, si incurva sul dorso fino al movimento lezioso della testa. Questo essere, pur nella compostezza della posa e nella semplificazione geometrica, spinge in tutte le direzioni con una forza latente e sensuale. |
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L.C. |
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No, non è
questa uniformità in rosso l’ora più bella! Essa è soltanto l’accordo finale della sinfonia che avviva intensamente ogni colore[…..] (V. Kandinskij, Scritti intorno alla musica) |
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Un’esplosione
delicata di cangianti colori che attira, avvolge di sonorità soffuse, di
tattile meraviglia, sospira evanescente compattezza…si offre come d’incanto
e d’incanto vive. |
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D.D.G. |
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Associazione Culturale Mondo a colori. Laboratorio d'arte Via Messina, 2 - 66054 Vasto (CH) -ITALY info@mondoacolori.it |
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