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Ettore Altieri,
Obelisco all'emigrazione Emanuela Camacci, Onda + bolle d'aria Fabio Ceschina, Andata e ritorno Giuseppe Colangelo, Il Bastimento Claudio Gaspari, Sogno di speranza Stefania Palumbo, Incontro Alfredo Pecile, Emigrazione Antonella Tiozzo, Molti suoni per una musica |
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EMIGRAZIONE. |
testo critico di Daniela Madonna | |||||||||||||||
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ETTORE ALTIERI,
Obelisco all’emigrazione Nella scultura di Ettore Altieri, Obelisco all’emigrazione, una sfera rappresentante il globo terrestre pone in equilibrio le forze contrapposte di due anse raffiguranti l’una la razionalità, che conduce al coraggio dello sradicamento e della partenza, l’altra l’irrazionalità, che medita sull’inevitabile sentimento del distacco dall’ambiente familiare. |
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EMANUELA CAMACCI,
Onda + bolle d’aria Onda + bolle d’aria di Emanuela Camacci riflette sul ruolo del mare che trasporta in un altrove sconosciuto le prospettive di vita di chi lascia la propria terra per un avvenire migliore. Lo sguardo del viaggiatore accarezza le onde che lambiscono i fianchi della nave e nelle particelle schiumose vede apparire e dissolversi ricordi, paure, intimi desideri. |
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FABIO CESHINA,
Andata e ritorno L’opera di Fabio Ceschina, Andata e ritorno, è un dedalo di strade che richiamano il percorso dell’uomo che parte, affronta difficoltà, incontra una mano accogliente pronta a stringere la sua e costruisce la propria esperienza crescendo quotidianamente. Infine, sarà pronto per un ritorno reale o ideale alle origini. |
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GIUSEPPE COLANGELO,
Il bastimento Il bastimento di Giuseppe Colangelo trasporta un carico speciale fatto di umanità che non si piega alla condizione esistenziale impostole dal destino, ma sfida il presente per solcare le rotte che conducono all’autorealizzazione. Erette come vele tese da brezze favorevoli, cinque figure eleganti e dignitose sembrano lievitare nello spazio sospinte da ottimistiche aspettative. Rappresentano una metafora del viaggio dei cinque continenti verso il futuro.
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CLAUDIO GASPARI,
Sogno di speranza In Sogno di speranza Claudio Gaspari lascia che una morbida luna rassicurante culli e custodisca i sogni e le riflessioni notturne degli emigranti, legati alla loro valigia di affetti e tradizioni eppure pronti a trapiantare in un nuovo terreno ricco di opportunità i germogli di agognate certezze. |
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STEFANIA PALUMBO,
Incontro La scultura di Stefania Palumbo, Incontro, rappresenta l’unione tra diverse culture attraverso due elementi stretti da un anello, palese simbolo della fusione conseguente alla reciproca apertura. Al centro uno svettante zigzag, utilizzato fin dall’antichità per raffigurare la vita, si riveste di tessere policrome corrispondenti ai diversi colori epidermici dei cittadini del mondo. |
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ALFREDO PECILE, Emigrazione Nell’opera di Alfredo Pecile, Emigrazione, la madre che scruta con attenzione un orizzonte inesplorato costituisce il trait d’union tra un passato solido e rassicurante, compresso metaforicamente entro gli oggetti individuali stipati nel bagaglio, ed un domani incarnato dal bambino che la donna tiene tra le braccia. |
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ANTONELLA TIOZZO,
Molti suoni per una musica Con Molti suoni per una musica Antonella Tiozzo realizza una scultura sinestetica da osservare, toccare, ascoltare. L’innesto di aggraziati elementi nello spazio racchiude il segreto acustico della conchiglia che, portata all’orecchio, dà l’illusione di udire il fruscio delle onde marine. La possibile sintonia tra realtà antropologiche differenti è resa tramite l’immagine di suoni distinti che, pur nella loro tipicità, accordandosi generano un’unica armonia musicale. |
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